Opinione Completa
Questo è un disco strano! lo dico subito. Me lo procurai dopo una attenta ricerca fatta dai miei pusher di fiducia ed impiegai anche diverso tempo per rintracciarlo, complice l'etichetta discografica di certo non principale. Lessi qualcosa su una qualche rivista (vaghezza mi coglie o forse preferisco non ricordare di quale rivista si trattasse) dove un recensore ne parlava in toni entusiastici arrivando ad indicarlo come un capolavoro. Capirete che dovevo ascoltare questo disco. Ormai sono un paio di anni che mi fa compagnia e devo dire che ancora non sono riuscito a farmi una idea precisa sul lavoro e sulla musica in esso contenuta, al punto che per essere costretto a raccogliere le idee ho deciso di proporlo come nuovo prodotto e la mia richiesta è stata infine accolta. Quello che leggerete è un commento spontaneo al disco scritto nel momento stesso in cui lo sto riascoltando in cuffia. Lello Molinari è un giovane bassista (ha 42 anni ma per la società moderna si tratta di un giovane!, ma questa è un'altra storia), tecnicamente piuttosto dotato qui al suo terzo album da leader. Lello Molinari nasce e cresce a Napoli ma si forma musicalmente al Berklee College of Music ed al New England Conservatory (NEC), dove peraltro incontra alcuni dei musicisti che qui troviamo riuniti, alcuni sono suoi compagni di studio altri sono suoi insegnanti. Molinari vanta collaborazioni piuttosto importanti e qui lo troviamo ad esibirsi in due differenti sessioni di registrazione. Una basata su un trio standard e registrata a New York il 29 febbraio del 2000 (forse un vezzo dei musicisti) vede Molinari al basso, Frank Carlberg al piano e Marcello Pellitteri alla batteria, in questa formazione sono registrati quattro brani del disco (3, 4, 8, 9) . Una basata su formazioni poliedriche cui si aggiunge la voce di Chiara Civello. Alle registrazioni, del 5 marzo 2000, partecipano il sax di George Garzone, la chitarra di Mick Goodrick, la batteria di Bob Gullotti, il trombone di Jeff Galindo, oltre al piano di Carlberg.
Il repertorio è anche esso quanto mai vario, tre brani di Monk, un brano di Molinari (in realtà una improvvisazione), un brano del sassofonista Garzone (insegnante di Molinari al NEC e qui suo compagno di avventura), un brano di Antonio De Curtis (Totò) ed un brano di Pino Daniele, per non parlare della Tarantella. Malafemmena e Quando sono interpretate dalla semplice voce di Chiara Civello. La scelta dei brani nasce dalla voglia di Molinari di raccogliere in questo disco, con l'eccezione dei due brani originali, tutti quei pezzi che hanno significato qualcosa nella sua formazione familiare, personale e musicale. Ne viene fuori quindi una descrizione autobiografica dell'artista fatta attraverso la reinterpretazione delle musiche che egli ama ed ha amato. Non per nulla i due brani originali occupano lo spazio iniziale del disco per non intaccare la successiva biografia in musica. Descrivere in sintesi questo disco è quindi, capirete, di grande difficoltà essendo basato non su un singolo genere ma sulla commistione di musiche diverse. Si parte da brani con sonorità free leggermente dissonanti con le voci ad intervenire come strumenti musicali, si passa a classici della musica jazz con una impostazione che si potrebbe richiamare all'hard bop; l'improvvisazione del brano due, ricorda nei tratti iniziali il Mingus di Pithecantropus Erectus anche se poi svisa verso una ritmica più standard e meno originale. Che dire sarò un sempliciotto ma l'attacco della batteria di Friday the 13th di Theolonius Monk con il successivo ingresso del basso e poi del piano mi affascina con i piatti suonati in modo da far si che si possano sentire appieno le armoniche dello smorzamento. La tarantella è particolare: a volte fa piacere sentire in chiave jazz musiche che non siano solo gli standard americani ma qualcosa cui siamo legati e con cui siamo venuti a conoscenza prima ancora di sapere che esisteva il jazz. Intendiamoci nulla di speciale anzi sembra quasi che su questo ritmo i musicisti si divertano a scherzare più che a suonare.
In Malafemmena ed in Quando la voce di Chiara Civello si esprime a buoni livelli. Il sottofondo musicale ricrea una splendida ambientazione e quando il sax di Garzone si sostituisce alla voce di Chiara restiamo un po' spiazzati, quasi a chiederci cosa ci faccia in questo contesto. I momenti migliori si hanno nel contrappunto tra la voce ed il sax. L'interpretazione viene resa particolarmente felice dal progressivo rallentare della melodia nel canto e nelle ultime frasi del brano (vabbe' mi sono forse fatto prendere la mano). In Quando di Pino Daniele, la voce della Civello sembra essere leggermente più fredda e se questo risponde alle reali capacità espressive della cantante e non è un semplice prodotto del caso, tanto di cappello ad una voce così raffinatamente flessibile e versatile. Non è il mio ideale di voce ma non si può negare che sia dotata di uno strumento particolarmente efficace. Molteplici personalità o molteplici cattiverie personali. Entrambe le traduzioni sono valide e mi piace immaginare che Molinari abbia giocato con questo doppio significato di Personalities. Parlando di cattiverie, non sono in tutta sincerità in grado di dire se trattasi di un capolavoro o meno, almeno dal mio punto di vista. Ho come la sensazione che manchi di qualcosa. Abbiamo dei buoni o ottimi musicisti, abbiamo una selezione di brani di pregio, abbiamo un discreto coraggio nella scelta di alcuni brani, abbiamo una buona cantante. Manca però il guizzo, il lampo geniale quel qualcosa di piccolo e incommensurabile che rende un brano, un disco o un concerto diverso, speciale ed unico. Forse però, visto che alcuni recensori hanno parlato di capolavoro, io non sono stato in grado di trovare questo qualcosa in più. Può darsi che esso sia giocato su corde o livelli diversi rispetto ai miei abituali criteri di valutazione che non possono che essere soggettivi: a me piace ma nulla di più, non posso e non voglio gridare al miracolo o farvi credere che nel disco vi sia quello che io non sono riuscito a trovare. Vi prego se voi trovate il qualcosa mancante fatemelo sapere!